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Code Cultural Collective

Era una notte buia e tempestosa…

ok, non era una notte, non era buio e tantomeno tempestoso…

era un pomeriggio qualunque di un giugno qualunque ma caldo come pochi altri. Due impavidi arrembanti documentaristi attendevano fiduciosi la conclusione degli incontri del Bio to B, evento collaterale del Biografilm per professionisti dell’audiovisivo, snocciolando congetture che spiegassero il rumore sordo che pareva provenire dall’unico distributore automatico di bevande calde funzionante in tutto il complesso.

Improvvisamente, uno dei due, ancora stordito dagli effluvi chimici dei Caffeppuccini solubili appena erogati dal distributore ha pensato bene di porre le basi per quello che poi sarebbe diventato Emiliodoc e dopo ancora Code cultural collective ma che in quel momento ancora era solo “Ou ma la facciamo ‘na roba sul documentario”. 

Da quel giorno né è passata di acqua nel distributore di bevande e quanti Caffeppuccini solubili hanno riempito le stanche giornate nella Manifattura delle Arti, ma nel frattempo Emiliodoc è diventato prima un giornaleweb sul documentario in collaborazione con l’Ethnos e l’associazione D.E-R documentaristi Emilia-Romagna; poi un’associazione di promozione sociale specializzata nell’audiovisivo che ha realizzato progetti in collaborazione con tante realtà del territorio bolognese: con la Cna Bologna e con l’IBC Emilia Romagna, ad esempio, ha sviluppato un progetto sulle botteghe artigiane di Bologna -e anche in questo caso il caffè ha avuto la sua rilevanza- oppure con il Liceo Laura Bassi e il Corso Doc ha ideato e condotto dei percorsi  sull’audiovisivo nonostante il distributore della sede di via Broccaindosso non avesse il Caffeppucino; Emiliodoc APS ha anche contribuito alla fondazione del DAS dispositivo di arti sperimentali e prosegue a gestirne in compartecipazione le attività nonostante ancora non sia stato installato il distributore e nonostante si sia unito al gruppo un nuovo membro che ha portato in dono the verde e merendine confezionate “sgrannocchiose”; l’associazione collabora inoltre con l’Informagiovani del comune di Bologna nella costruzione di percorsi per i giovani e proprio grazie ai giovani i componenti dell’associazione hanno scoperto l’orzocaffè solubile. 

Tanti i progetti realizzati e tanti ancora da realizzare con un solo pensiero in mente: siamo stati un’idea malsana, un giornale web, un’associazione, 

un collettivo culturale, se i nostri calcoli sono giusti prossimamente diventeremo tenia e poi distributore automatico di bevande calde. 

Insomma, il caffè in un modo o nell’altro spunta sempre nel nostro percorso per ricordarci dove stiamo andando; se siete interessati a collaborare con noi chiamateci, quantomeno vi offriremo un caffè.